Persona

A te che vivi il disorientamento, lo smarrimento e l’ansia di questo tempo di incertezza e vuoi fermarti a riflettere per dominare e gestire questi vissuti.
Orientamento professionale: riconoscere e desiderare…sé stessi

di Andrea Pini, psicologo presso il Consultorio La Famiglia Croce di Menaggio

L’ultimo ventennio è stato caratterizzato da numerosi cambiamenti per quanto riguarda l’orientamento professionale. Da un approccio di tipo “diagnostico-attitudinale” e deterministico si è passati a una logica di accompagnamento orientata alla promozione della persona e all’auto-costruzione della carriera professionale. Oggi è riconosciuta la centralità dell’individuo, la responsabilità personale e la sua capacità di scelta.

Le azioni di orientamento del passato erano intese come un processo di valutazione, con l’obiettivo di favorire il passaggio dalla scuola al lavoro. Il modello di riferimento si basava sull’associazione tra le attitudini possedute dalla persona e le abilità richieste dal ruolo. In questa prospettiva il professionista era uno “psicotecnico” che aiutava la persona a scegliere il suo percorso lavorativo, fornendo un supporto di natura scientifico-pedagogica.

Oggi l’orientamento professionale non è più limitato alla fase di transizione scuola-mondo del lavoro, ma è un processo continuo, che coinvolge la persona nel suo divenire. L’obiettivo dell’orientamento è diventato quello di combinare e armonizzare i diversi ruoli che il soggetto assumerà nella sua vita. Le pratiche attuali sono meno direttive rispetto al passato. La nuova idea di orientamento professionale vede il consulente come un professionista che aiuta il soggetto ad autodeterminarsi, a fare delle scelte in funzione dei propri desideri e del proprio essere, e che fornisce supporto nella definizione delle priorità del percorso di crescita personale. Stimola quindi le persone a divenire competenti e a focalizzare l’attenzione non più sulle mancanze e sui deficit da colmare, ma sulle risorse e abilità possedute.

In sintesi si può affermare che oggi attraverso l’orientamento professionale “la persona prende coscienza di sé ed è supportata nel progredire nell’adeguamento dei suoi studi e della sua professione alle mutevoli esigenze della vita, con il duplice scopo di contribuire al progresso della società e di raggiungere il pieno sviluppo della persona”.

Nella società attuale, caratterizzata da costante incertezza, cambiamenti tecnici-operativi continui, precarietà delle relazioni e instabilità o perdita del posto di lavoro, può succedere di venirsi a trovare in un momento di crisi o di stallo anche dal punto di vista professionale. Diventa quindi importante intraprendere un “viaggio” di ri-definizione del proprio “progetto professionale, in maniera tale da definire, individuare e concretizzare i passi di un cambiamento intenzionale e voluto.

Il primo passo è la destinazione: “Senza una meta nessun vento soffia dalla parte giusta”. Non si può vivere senza un progetto professionale che non sia in linea con i propri desideri, valori e scopi. Senza una chiara concezione di quello che vogliamo, rischiamo di essere insoddisfatti di qualsiasi risultato ottenuto. La prima cosa da fare consiste quindi nel mettersi profondamente in contatto con quello che si vuole realmente, con il proprio desiderio più autentico. Quando si decide di realizzare un cambiamento, la spinta non deve essere una fuga da qualcosa, ma un andare verso qualcosa che si vuole raggiungere.

Una volta definita la meta, il secondo passo è equipaggiarsi di risorse e strategie per rendere possibile il tragitto. Trasformare il desiderio in obiettivo, l’obiettivo in intenzione e l’intenzione in azione. Il traguardo professionale deve essere specifico, osservabile e verificabile concretamente; deve essere concreto, cioè centrato sul fare. E’ quindi importante avere ben chiaro dove si vuole arrivare e stabilire passo per passo le azioni da compiere.

Nel raggiungere il nostro scopo professionale ci potranno essere ostacoli non solo esterni, ma anche interni, rappresentati dalle emozioni parassite e dalle convinzioni limitanti. La rabbia e la paura sono gli ostacoli maggiori che si frappongono al cambiamento. L’impedimento più grande con cui dobbiamo fare i conti è la paura. Spesso rinunciamo ad agire perché abbiamo paura. E’ il timore di non farcela, di fallire, di venire umiliati che ci impedisce di cambiare. Non possiamo ottenere qualcosa di nuovo se non trasformiamo le nostre paure, se non impariamo ad agire nonostante la loro presenza. Le emozioni, di qualsiasi tipo, vanno riconosciute, accolte, condivise e al momento opportuno gestite o espresse.

Una volta che l’obiettivo professionale è stato definito arriva il momento di agirlo. Mettere ordine nelle cose, pianificare, darsi scadenze, ipotizzare possibili problemi e possibili strategie per superarli è la condizione affinché le intenzioni possano realizzarsi.

Ci vuole poi costanza e determinazione perché i nostri scopi si realizzino. Per cambiare bisogna costruire nuovi sentieri mentali e comportamentali che vanno percorsi con costanza. Ogni azione va intrapresa con volontà e coraggio. Solo se si è perseveranti e responsabili verso la meta si può raggiungere un buon risultato…un successo inteso come realizzazione della propria essenza autentica.

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ANSIA DA NEGAZIONISMO…

In questo articolo, uscito su Il Settimanale giovedì 26 Novembre, Marco Gatti intevista Sonia Monticelli, psicologa del Consultorio, per avere un aiuto per leggere le contraddizioni e le fatiche di questo tempo con gli occhiali della psicologia.

MANDALA PER METTERCI IN CONTATTO CON NOI STESSI

La nostra vita è una continua danza intorno al centro, un continuo girare intorno al centro invisibile al quale noi come il cerchio dobbiamo la nostra esistenza. Qualunque cosa facciamo la facciamo perché cerchiamo il nostro centro, il Centro” (T.Dethlefsen)

Mandala è un termine di origine sanscrita che significa “cerchio” o “centro”. Disegnare e colorare mandala è un’arte antica e una forma di meditazione che aiuta a METTERCI IN CONTATTO CON NOI STESSI.

È un’attività che non richiede doti artistiche ed è alla portata di tutti poiché qualsiasi cosa venga tracciata o qualunque colore venga scelto assume un significato personale all’interno delle mille sfumature della vita di ciascuno di noi.

Perché disegnare, colorare o comporre Mandala?

  • Favoriscono la concentrazione
  • Facilitano la piena attenzione
  • Allenano la motricità fine
  • Permettono di lasciar fluire la creatività
  • Trasmettono serenità ed equilibrio
  • Facilitano la connessione con noi stessi

PER I PICCOLI: è possibile stampare schemi preimpostati da colorare da scaricare dal web oppure acquistare in cartoleria delle raccolte di Mandala e stimolare la creatività dei bambini utilizzando diverse tecniche: matite colorate, pennarelli, collage o pittura. Meglio ancora organizzare una passeggiata nel bosco e con gli oggetti della natura (foglie, rametti, sassi, corteccia…) aiutarli a comporre Mandala autunnali. Potete lasciarli nel luogo dove sono stati creati come dono per chiunque li trovi!

PER I GRANDI: è possibile disegnare mandala geometrici aiutandoci con riga e compasso oppure a mano libera, muovendoci su cerchi concentrici e cercando di mantenere le simmetrie. Su internet è possibile trovare dei semplici tutorial.

Buona creatività!

ESERCIZI DI BENESSERE PER LA TUA ESTATE (ma non solo…)

Il nostro benessere dipende da come viviamo la nostra vita ogni giorno e le vacanze estive sono un’ottima occasione per cercare di migliorare la nostra salute dal punto di vista mentale, seguendo alcuni semplici obiettivi.
Provaci anche tu!

 

ACCORCIARE LA DISTANZA

La separazione forzata per il rischio di contagio, a causa del lavoro in Ospedali o RSA, genera sofferenza nei genitori così come nei figli. Alcuni suggerimenti per “accorciare la distanza” e cercare di vivere con maggior consapevolezza questa fatica.

Supporto psicologico gratuito per il PERSONALE SANITARIO e i loro familiari

Garantiamo colloqui di sostegno gratuiti per tutto il personale sanitario chiamato a far fronte all’emergenza COVID-19 e ai loro familiari.

Le persone che lavorano quotidianamente a contatto con sofferenze acute, in condizione di elevata emotività quale l’epidemia da COVID-19, nonostante spesso sviluppano un’alta soglia di tolleranza agli eventi traumatici, possono manifestare disturbi psicopatologici a breve e lungo termine, a seguito della traumatizzazione vicaria.

Un team di operatori del Consultorio, specializzato nell’elaborazione del disturbo post-traumatico da stress, ti accoglierà, per esserti di sostegno in questo periodo di intensa fatica.

Per fissare un appuntamento puoi inviare un SMS o telefonare dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00 al numero 351.786.2322 da lunedì a venerdì, sabato solo la mattina.