Da qualche anno, complice forse il ritorno alla normalità post-pandemica, il numero di persone che scelgono di intraprendere un Cammino è in aumento. Si parla spesso del Cammino di Santiago de Compostela in Spagna, della Via Francigena che attraversa tutta l’Italia o del più vicino a noi Sentiero del Viandante che costeggia il Lago di Como.
La bella stagione e il desiderio di organizzare delle vacanze rigeneranti spingono alcune persone a organizzare il proprio Cammino, trasformandosi per qualche settimana in “pellegrino nel mondo”.
Sebbene le motivazioni che spingono ciascuno ad intraprendere il proprio viaggio siano personali e molto intime, ci sono elementi che accomunano tutte le persone che, con lo zaino in spalla, macinano chilometri al giorno in silenzio. Vediamo quali:
 
1. Meta del viaggio. Quando inizia un cammino si identifica il punto di arrivo, la meta. Man mano che si cammina, ogni giorno la meta da lontana ed irraggiungibile si fa sempre più “possibile” e vicina. Eppure la meta non è solo un luogo fisico da raggiungere perché può avere per ciascuno un significato differente che sia di sfida, come di punto di svolta o una scommessa. La destinazione diventa un luogo dal forte valore emotivo, esperienziale e spirituale (o religioso).
 
2. Viaggiare camminando. Camminare è un gesto profondamente benefico perché agisce a più livelli sulla salute di corpo, cervello, cuore e mente. Il cuore batte con più energia, il sangue circola con vigore e il respiro si fa più profondo. Scalzi o meno, lenti, veloci o, persino correndo, camminare con l’intenzione di farlo, può essere una pratica di meditazione. Aiuta a cambiare le architetture dei pensieri e a sperimentare l’andare oltre gli schemi abituali.
 
3. Ogni “viaggio” è unico. Il viaggio compiuto sulle proprie gambe è una conquista, passo dopo passo. Fatta con fatica, dolori fisici e momenti di sconforto. Simbolicamente ci si allontana dalla famiglia e dalle proprie radici, cercandone di “nuove”. Questo rende personale e meravigliosamente unico ogni Cammino: il pellegrino è dotato di una straordinaria forza generatrice, che sarà motore nei momenti di crisi durante il percorso, così come nella quotidianità una volta fatto ritorno a casa.
Auguro a te che stai leggendo di poter assaggiare e assaporare tutto ciò che sulla strada troverai: un cuore aperto e curioso, come quello dei pellegrini. Buon cammino!
Dott.ssa Sonia Monticelli